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Come aggiornare la versione di PHP di WordPress
Mantenere aggiornata la versione PHP del proprio sito WordPress è un passaggio fondamentale per garantire prestazioni elevate, sicurezza e compatibilità con i più moderni plugin. Molti utenti pensano che sia sufficiente aggiornare il core di WordPress e i suoi plugin, ma in realtà il motore che fa funzionare tutto è proprio il PHP.
Un aggiornamento PHP WordPress ben eseguito consente di sfruttare le nuove funzionalità e proteggere il sito da vulnerabilità e attacchi esterni. In questa guida spieghiamo come aggiornare il PHP di WordPress, perché è importante farlo, quali rischi si corrono utilizzando una versione obsoleta e come intervenire a seconda del tipo di servizio di hosting utilizzato.
Cos’è PHP e perché è importante per WordPress
PHP è un linguaggio di programmazione che lavora “dietro le quinte” di tantissimi siti web, compresi quelli realizzati con WordPress. Ogni volta che un lettore visita un sito, PHP prende i contenuti dal database, come articoli, immagini o commenti, e li mostra nella pagina che l’utente sta guardando.
WordPress funziona proprio grazie a PHP, senza il quale il sito non potrebbe generare le pagine in modo dinamico. Questo è uno dei motivi per i quali è fondamentale tenerlo aggiornato. Le versioni più recenti di PHP rendono il sito:
- più veloce, perché il codice viene eseguito meglio;
- più sicuro, poiché gli aggiornamenti correggono le falle e i bug;
- più compatibile, perché i temi e i plugin moderni richiedono spesso versioni recenti del linguaggio.
Aggiornare il PHP di WordPress periodicamente è dunque necessario per avere un sito veloce, performante e sicuro.

Rischi di usare versioni obsolete di PHP
Molti webmaster sottovalutano l’importanza di aggiornare il PHP del proprio sito. Una versione obsoleta non riceve più gli aggiornamenti di sicurezza e può trasformarsi in una porta aperta per i malintenzionati.
Gli hacker infatti conoscono perfettamente le vulnerabilità delle versioni vecchie, quindi possono sfruttarle facilmente per inserirsi nel sito. Tra l’altro alcuni plugin e temi moderni sono incompatibili con versioni obsolete e superate di PHP, causando errori e malfunzionamenti. Un sito con un PHP obsoleto è più lento e appesantito, con un impatto negativo sulle prestazioni, sulla user experience e sul posizionamento SEO. Infine col tempo diventa sempre più complicato aggiornare il sito, rischiando interruzioni di servizio.
Come verificare la versione di PHP attualmente in uso
Prima di aggiornare, è utile controllare con quale versione di PHP sta funzionando il sito. Ci sono diversi modi, che analizziamo di seguito.
Dalla Bacheca di WordPress:
- andare su Strumenti > Salute del sito;
- nella sezione Informazioni scorrere fino a Server: qui viene indicata la versione di PHP in uso.
Dal Pannello Hosting:
- accedendo al cPanel o pannello personalizzato fornito dal provider, spesso è presente un’indicazione chiara della versione di PHP associata al sito.
Con un file PHP dedicato:
- se si ha accesso ai file, basta creare un file chiamato phpinfo.php con dentro il codice <?php phpinfo(); ?> e caricarlo nella root del sito. Aprendolo da browser, verranno mostrati tutti i dettagli.
Conoscere la versione attuale utilizzata è importante per capire quanto sia urgente l’aggiornamento e per valutare la compatibilità con temi e plugin già presenti.
Operazioni preliminari prima dell’aggiornamento
Prima di procedere con l’aggiornamento, è consigliabile prendere alcune precauzioni. Innanzitutto è opportuno fare un backup completo, salvando sia i file del sito che il database. Così facendo è possibile tornare indietro con tutti i dati salvati se qualcosa dovesse andare storto.
È preferibile aggiornare WordPress, il tema e i plugin, in quanto avere tutto aggiornato prima del passaggio riduce i rischi di conflitti. Bisogna poi controllare la documentazione dei plugin più importanti per verificare se supportano la nuova versione di PHP.
Come aggiornare PHP nei principali hosting
Ogni provider di hosting ha procedure diverse, ma in generale il procedimento è piuttosto semplice e rapido. Analizziamo le procedure principali.
Hosting con cPanel:
- accedere al proprio account e andare su Selettore di PHP o MultiPHP Manager;
- selezionare il dominio desiderato;
- scegliere la versione PHP più recente tra quelle disponibili;
- salvare le modifiche.
Hosting personalizzati:
- dai rispettivi pannelli di gestione si trova spesso una sezione Impostazioni PHP o Versioni di PHP;
- anche qui basta selezionare la release desiderata e applicare le modifiche.
VPS o server dedicati:
- se si utilizza una macchina dedicata, l’aggiornamento va fatto via SSH, seguendo i comandi specifici della distribuzione;
- chi non ha grande familiarità con la gestione dei server, dovrebbe rivolgersi ad un esperto.
Come risolvere eventuali errori dopo l’update
Può capitare che, dopo aver aggiornato la versione di PHP, compaiano errori o incompatibilità. I problemi più comuni sono:
- White Screen of Death (schermata bianca): spesso è causato da un plugin non compatibile. Per risolvere il problema vanno disattivati tutti i plugin e poi riattivati uno a uno, così da individuare quale ha provocato l’anomalia;
- errore 500: può dipendere da un’incompatibilità con il tema o il file .htaccess mal configurato. Per risolvere bisogna rigenerare il file .htaccess andando su Impostazioni > Permalink in WordPress e premendo Salva;
- Warning e Notice: non sono errori veri e propri, ma messaggi che indicano funzioni deprecate, cioè obsolete e non più raccomandate all’uso. In tal caso vanno verificati gli aggiornamenti di plugin e tema;
- problemi con plugin vecchi: se un plugin non è compatibile, sarebbe opportuno sostituirlo con alternative più moderne.
Si consiglia di avere sempre il backup disponibile per tornare indietro e risolvere con calma le problematiche sorte.
Cosa fare dopo l’aggiornamento di PHP
Dopo aver eseguito con successo l’aggiornamento, è importante effettuare i seguenti passaggi per garantire che tutto funzioni correttamente:
- verificare il sito in tutte le sue parti: testare pagine, form di contatto, aree di e-commerce e sezioni dinamiche;
- controllare i log di errore: utili a individuare eventuali problemi nascosti;
- ottimizzare il database e la cache: un update di PHP è un’ottima occasione per eseguire operazioni di manutenzione periodica;
- monitorare le prestazioni: strumenti come PageSpeed Insights o GTmetrix possono dimostrare il miglioramento in termini di velocità;
- mantenere aggiornato il PHP nel tempo: non bisogna fermarsi a un solo aggiornamento, ma ripetere l’operazione periodicamente per tenere sempre il sito sicuro e performante.
Seguendo questi passaggi, WordPress sarà sempre protetto e inoltre garantirà esperienze più fluide agli utenti e migliorerà il posizionamento del sito nei motori di ricerca.